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OMEGNA. Resti umani in fondo al lago d’Orta, si indaga sull’identità

Carabinieri
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E’ un Sulky rosso, e non un Apecar come sembrava in un primo momento, il veicolo recuperato dai vigili del fuoco nel lago d’Orta, a Omegna. All’interno del mezzo a tre ruote, un antesignano delle moderne minicar, i resti di un cadavere rimasto per anni in acqua. Secondo alcuni si tratterebbe di un uomo di Cireggio, frazione di Omegna, scomparso una ventina d’anni fa. Soltanto l’esame del dna potrà però far luce sull’identità della persona, probabile vittima di un incidente stradale avvenuto anni fa sul lungolago.
A notare il mezzo sul fondale del lago, e a far scattare il recupero, sono stati ieri alcuni sommozzatori. E’ possibile che a portare il Sulky nel punto in cui è stato recuperato siano state le correnti. Di recente, infatti, erano stati effettuati alcuni lavori sul fondale e nessuno lo aveva notato.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Omegna e del Comando provinciale di Verbania, coordinati dal procuratore capo Olimpia Bossi e dal sostituto Sveva De Liguoro, che hanno assistito al recupero del veicolo e del cadavere.

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