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SETTIMO. Laguna Verde è ferma ai box: qui ci vuole Michelangelo…

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La notizia è che a fine novembre verranno esposti a Settimo, in biblioteca Archimede, quattordici opere originali di Michelangelo Buonarroti. In realtà dietro a quest’operazione “culturale” c’è il tentativo di rilanciare il progetto Laguna Verde e concretizzare un gigantesco progetto urbanistico fermo ai box da anni. L’obiettivo, per semplificare al massimo, è allargare la città riqualificando l’area dell’ex Pirelli.

 

Regista dell’iniziativa è Aldo Corgiat, ex sindaco e attuale presidente di Fondazione Ecm, l’ente emanazione del Comune che organizza la mostra, dal titolo “Rinascimenti”. “I disegni, tutti su tema architettonico e in buona parte “inediti”, sono proprietà della Fondazione che possiede le opere di Michelangelo non esposte nei musei” spiega l’ex primo cittadino. La mostra verrà allestita al primo piano della biblioteca, nell’area che oggi ospita l’archivio storico, che quindi sarà chiusa al prestito. Il vernissage sarà il 19 o il 20 novembre, l’esposizione aprirà il 21 e durerà 3 mesi, nell’arco dei quali sono attesi cinque architetti legati, per varie ragioni, a Laguna Verde. Fra essi, l’archistar Renzo Piano, che presenterà per la prima volta la spina dei servizi logistici dello stabilimento Pirelli di Settimo, da lui progettata. Ma ci saranno anche Pier Paolo Maggiora, il giapponese Kengo Kuma, Claudio Silvestrin e Cino Zucchi: nomi che ai profani non dicono molto ma che sono considerati delle personalità dagli addetti ai lavori.

 

“La mostra vuol tracciare un parallelismo fra il Rinascimento vero, quello di Michelangelo, e le architetture contemporanee che riqualificano le nostre periferie – spiega Corgiat – Perchè arte, cultura e architettura di livello possono generare sviluppo”. Ed è proprio allo sviluppo, segnatamente a quello di Settimo Torinese, che punta Corgiat.

 

Ma cosa c’entra questo con la mostra? C’entra perchè, se tutto andasse come sperano in Fondazione, dalla biblioteca passeranno migliaia di addetti ai lavori, compresi costruttori e impresari. Gente coi soldi, per intenderci, che potrebbe essere allettata dal “bocconcino” di Laguna Verde. Si tratta di circa 1 milione di metri quadri edificabili nell’area dell’ex stabilimento Pirelli, fra via Torino e via Regio Parco. Un’area oggetto di una variante urbanistica che però non è mai concretamente decollata, anche a causa della crisi del mercato immobiliare. Vero è che qualcosa si sta muovendo: nella primavera del 2017 dovrebbe essere completato il “fashion mall”, l’outlet del lusso.

 

E proprio da qui vorrebbe partire Corgiat. “Dal fashion mall passeranno migliaia di persone ogni anno, e io penso che dove arrivano un milione di persone è bene che arrivi anche la cultura. L’idea è portare la cultura vicino ai luoghi di transito e non fermarsi lì”. Quindi ai privati spetterebbe il compito di investire nel mattone, realizzando i complessi residenziali che avvolgano l’outlet del lusso. “In questo modo creeremmo un robusto ponte fra il tessuto urbano di Settimo e quello di Torino” conclude Corgiat.

 

Poi certo, va da sè che quando i privati costruiscono il Comune incassa gli oneri di urbanizzazione, e in questo caso stiamo parlando di milioni di euro. Insomma, ecco a cosa serve la mostra, a puntare un faro su Laguna Verde.

 

Di qui a dire che il piano Corgiat funzionerà ce ne corre. Le incognite sono molte. A fronte di un obiettivo ambizioso e complicato da raggiungere, considerata la crisi dell’immobile, l’unica certezza è che Michelangelo costerà dei bei quattrini, perchè accaparrarsi dei disegni originali dell’artista non è certo gratis. “Abbiamo calcolato che “Rinascimenti” costerà a Fondazione circa 150mila euro – quantifica il presidente di Ecm – Noi puntiamo all’autofinanziamento, fra biglietti e sponsorizzazioni”. Il prezzo dei biglietti è fissato a 8 euro (ma sono previsti sconti e promozioni per ragazzi, scuole e famiglie). Fatto un rapido conto, significa che in tre mesi bisognerà vendere poco meno di 20mila biglietti. Tanti, considerato il fatto che alla mostra non verrà esposto il David, ma una serie di opere piuttosto oscure, almeno per il grande pubblico. Peraltro agli enti patrocinanti, come l’Ordine degli Architetti o la Fondazione Sandretto, verranno ovviamente concessi ingressi gratuiti. Corgiat però può giocarsi altre carte: sponsorizzazioni private e richiesta di finanziamenti a Città Metropolitana e Regione. “Certo è che al Comune non chiederemo nulla” chiarisce l’ex sindaco.

 

Infine, per inciso, la mostra, essendo stata ideata pochi mesi fa, è stata sì presentata alla giunta, ma non figura nel “progetto” che preventivamente Fondazione sottopone al Comune. Anche per questo la polemica già infuria nei corridoi del Palazzo. Nell’ultimo consiglio comunale il grillino Andrea Favilli ha fatto un criptico accenno a un esoso vernissage da centinaia di migliaia di euro. “Se Favilli non ha nulla di meglio da fare che polemizzare sui salatini (che se dipendesse da me neppure ci sarebbero), faccia pure – ribatte Corgiat – Il vernissage consiste semplicemente nell’aprire la mostra ai giornalisti, alle istituzioni culturali torinesi e alle aziende. Detto questo, noi i soldi li chiediamo, non li diamo”. I conti, insomma, si fanno alla fine.

 

lorenzobernardi@giornalelavoce.it

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