Francesco Comotto

Viviamo Ivrea di: Francesco Comotto

Home / BLOG / Il suicidio della democrazia

Il suicidio della democrazia

aereoporto

Il giorno dell’Epifania in Florida un giovane americano, di origine ispanica, è entrato in un aeroporto e ha cinicamente freddato, mirando alla testa, 5 persone inermi scegliendole casualmente tra la folla come in un macabro videogioco. Le immagini, trasmesse dai network internazionali in diretta, di confusione e di smarrimento di centinaia di persone che, in seguito alla sparatoria e apparentemente senza direttive, vagavano per le piste dello scalo aeroportuale hanno reso ancora più drammatica la percezione del senso di vulnerabilità che caratterizza uno dei servizi di sicurezza considerati più efficienti al mondo.

Va ricordato che negli USA chiunque è legittimato a possedere armi da fuoco e quindi basta poco per capire che è materialmente impossibile tenere sotto controllo tutte le persone che si muovono per le strade, nelle piazze, nei luoghi pubblici in genere. Un’azione di quel tipo necessita di pochi minuti se non di pochi secondi e l’unica considerazione che si può fare è che fortunatamente l’assassino non si è preparato meglio altrimenti avrebbe potuto compiere un massacro ancora peggiore. Inquietante è poi il fatto che il soggetto abbia utilizzato una pistola che si è comodamente portato nel bagaglio durante il suo viaggio dall’Alaska fino al luogo della strage.

Fra pochi giorni si insedierà, in quella che in molti definiscono la più grande democrazia del mondo, il neo presidente Donald Trump, da sempre favorevole al possesso e all’utilizzo delle armi considerando questo uno dei punti cardine della Costituzione americana. E’ inutile evidenziare le altre discutibili caratteristiche che contraddistinguono questo personaggio che incarna appieno ciò che una certa ideologia iper-liberista, basata sull’egoismo e sulla disuguaglianza, professa da decenni quale deriva patologica di un capitalismo malato e uscito completamente dai fondamenti teorici che l’hanno fatto nascere. Probabilmente tutti gli addetti ai lavori hanno creduto che le istituzioni democratiche a stelle e strisce fossero dotate degli anticorpi necessari a neutralizzare sul nascere un simile incubo e non si sono preoccupati, parliamo soprattutto del fronte repubblicano, tentando qualche aggiustamento quando ormai era troppo tardi ed ora il mondo si trova come seduto sopra un vulcano pronto ad esplodere.

Non vogliamo analizzare in questo contesto il declino morale e spirituale che accompagna la maggior potenza bellica del mondo, ma prendere spunto da questo fatto epocale per fare qualche riflessione su contesti a noi più vicini e troppo spesso abituati a seguire pedestremente e acriticamente esempi, seppur esecrabili, provenienti dagli States.

Riflessioni che inevitabilmente, seppur riferite ad un contesto nazionale piuttosto che locale, si riverberano in un mondo globalizzato nel quale i motivi di preoccupazione non sono da meno. Pochi giorni prima infatti è stata la volta della Turchia, della Germania, prima ancora della Francia, poi c’è la Siria e via discorrendo in un assurdo percorso del terrore che sembra non trovare una reazione condivisa e sufficientemente forte da parte dei potenti del mondo.

Eppure i segnali di cedimento di regole, istituzioni, procedure, costituzioni che si ritenevano sicure, seppur nate in tempi e contesti completamente diversi da quelli attuali, sono ormai visibili da tempo, ma il pensiero economicista predominante, antipolitico per eccellenza, continua a farci voltare lo sguardo, con la complicità dell’attuale mediocre classe politica, verso mondi virtuali basati sull’onnipresente ed onnipotente mercato.

E così se i 5 morti della Florida faranno almeno indignare il mondo lo stesso non accadrà, purtroppo nemmeno a livello nazionale, per i 6 morti di freddo per un normalissimo, quanto ampiamente previsto, abbassamento delle temperature in centro Italia. E in questo caso sarebbero bastate 6 coperte e un brodo caldo.

Stiamo perdendo di vista la realtà e tutto pare trasformarsi in un colossale videogame nel quale diventa sempre più difficile capire cosa sia reale e cosa finzione tanto che alcuni osservatori definiscono l’attuale periodo storico quello della post-verità.

La complessità è ormai un elemento imprescindibile in una responsabile analisi sociologica e tutto l’agire della politica nel futuro prossimo, a partire da domani, non potrà che partire da qui ricercando nuovi linguaggi e nuove politiche in grado di arginare la disgregazione di quei valori democratici e umanitari che faticosamente hanno preso piede nel secolo scorso. E occorre agire in fretta se non si vuole rischiare di assistere a quello che qualche esperto osservatore ha definito tempo fa il “suicidio della democrazia” che potrebbe portare, e in parte lo sta già facendo, a populismi e nazionalismi che, propugnando una estrema semplificazione del dibattito politico, finiscono per affidarsi a qualche “tutore” più o meno carismatico peggio ancora se appoggiato dai poteri finanziari più feroci e opportunisti.

Di fronte a queste problematiche globali gli amministratori locali non possono essere altro che attenti osservatori, ma noi crediamo che sia doveroso, seppur nel nostro piccolo, fare la nostra parte nel tentativo di ricreare un tessuto sociale coeso in grado di condividere interessi morali e materiali finalizzati, come sosteneva Adriano Olivetti: “a creare un superiore interesse concreto fondato sulla fratellanza, la tradizione e il comune vissuto”.

Chissà che la realizzazione di un esperimento di comunità concreta non possa poi trasformarsi in un esempio virtuoso e virale che diffondendosi in cerchi concentrici finisca per influenzare anche le sfere più alte della politica. In fondo un granello di sabbia può essere sufficiente a fermare un collaudato ingranaggio.

Commenti

Leggi anche

Vieni a donare il 19 di agosto SOS SANGUE! -Buon Ferragosto!-L’elogio del buon cibo da Minichin.- E tu di che gruppo sei? – Dalla tontina al tontineur. – Dal fuco al drone per non parlare del bordone.-Abbiamo tutti la nostra stella danzante.

Vieni a donare il 19 di agosto a Favria SOS SANGUE! Io dono, loro donano …

Ruba elemosina in chiesa

CHIVASSO. Ho paura ad andare in Chiesa

“Mi hanno tolto la liberà di andare a pregare in chiesa. E’ dal 28 luglio …