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ASTI. Uccisa a coltellate su balcone casa dal marito

Arresti domiciliari
Arresto

È morta sul balcone di casa, al secondo piano di un palazzo che si affaccia sul centro di Asti.
Due coltellate mortali, al torace e all’addome, inferte dal marito, tragico epilogo dell’ennesima lite. Saadia Hamoudi, 42 anni, è l’ultima vittima di femminicidio, ancora una volta tra le mura domestiche, dietro la porta di casa, con le vittime che sempre più spesso conoscono l’assassino che hanno di fronte. In questo caso, El Ghabaoui, connazionale di 46 anni, costituitosi ai carabinieri dopo che si era allontanato.
Il delitto in via Montebruno, dove la coppia, ad Asti da dieci anni, abitava da tempo. El faceva lavori saltuari da operaio. “Ma lavorava tutti i giorni” ricorda una delle sorelle in lacrime, incredula di quanto accaduto. Saadia era casalinga.
Negli ultimi mesi faceva anche la badante in ospedale di Asti, dove assisteva un anziano. Lavoro che aveva svolto anche per il presidente del Consiglio comunale di Asti, Giovanni Boccia, di cui aveva curato la mamma per quattro anni. “Era una di famiglia – dice – una donna dolce, affettuosa e le sue cure amorevoli”.
Aveva conosciuto il futuro marito ad Asti, pochi anni prima. Poi i litigi sempre più frequenti. Due anni fa la decisione di andarsene da casa. Poi era tornata. Non avevano avuto figli.
Pare che il loro fosse stato un matrimonio combinato. Una storia che si è trasformata in odio reciproco.
La tragedia dopo cena, quando tra i due la discussione si è fatta sempre più accesa. Un coltello da cucina in mano, lui l’ha rincorsa sul balcone, dove lei aveva cercato riparo forse per chiedere aiuto, e l’ha colpita due volte, lasciandola sul pavimento in una pozza di sangue. Le urla, i vicini alla finestra che danno l’allarme ai carabinieri mentre l’uxoricida, passato dal raptus alla lucida follia, si è cambiato d’abito e si è allontanato da casa. Pochi minuti dopo le prime sirene.
Quelle dei vigili del fuoco, per aiutare 118 e carabinieri a entrare nell’appartamento chiuso a chiave. Per la donna non c’è stato più nulla da fare.
L’uomo ha vagato per quasi un’ora a piedi prima di raggiungere la caserma di via delle Corse per costituirsi. Ai carabinieri ha raccontato cosa aveva fatto, “Ma quando sono uscito era ancora viva”, è stata la sua confessione.
L’appartamento è stato messo sotto sequestro. L’accusa nei confronti del 46enne è di omicidio volontario. Oggi l’interrogatorio di garanzia in carcere a Quarto con il pm Delia Boschetto, mentre il tema del femminicidio torna a far discutere la politica. “Tra ieri e oggi due casi di femminicidio in Italia – osserva il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli – e la rappresentante del Governo per le Pari Opportunità, Maria Elena Boschi, tira fuori che bisogna equiparare gli stipendi milionari dei calciatori maschi con quelli delle loro colleghe femmine. Ma ci è o ci fa?”. “Spieghi come mai la legge sul femminicidio è ancora bloccata”, è la secca replica della deputata Pd Silvia Fregolent, mentre la collega dem Fabrizia Giuliani osserva che “se c’è qualcosa di ridicolo è il comportamento strumentale nei confronti del ministro Boschi”. Laconica l’assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Monica Cerutti: “È con una vena di amarezza che mi viene da constatare come stia facendo così poco clamore questo nuovo femminicidio. Forse perché ci stiamo abituando all’orrore?”.

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