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CHIVASSO. L’abuso edilizio di Don Davide. Una tegola su Ciuffreda

Chivasso
Don Davide Smiderle

Partiamo dal tetto?  Partiamo da lì che intanto si vede anche a occhio nudo.

Don Davide Smiderle  ha fatto rimettere a nuovo quello della casa parrocchiale con le tegole piatte al posto dei vecchi coppi.

Con le tegole piatte?

dsc_0225 3966301272Domanda: nel centro storico si può fare oppure no?

E’ vero o non è vero che in passato a molti proprietari di immobili in via Torino e piazza della Repubblica si sono dati degli imput da seguire alla lettera su uno stile architettonico impossibile da derogare…. a cominciare dai coppi che possono essere sostituiti solo da altri coppi?

“Il regolamento è chiaro – dicono all’ufficio tecnico – O coppi o simil coppi o coppi alla portoghese. Non sono ammesse eccezioni … A chi spetta controllare? All’urbanistica non c’è dubbio…”. Bene… Molto bene…. Complimenti e applausi a scena aperta. Tutto sbagliato

Delle due l’una. O passando da lì davanti quelli dell’ufficio tecnico gli occhi li hanno tenuti rigorosamenti chiusi entrambi di proposito (e noi non lo pensiamo) o non se ne sono ancora accorti e oggi, con validità già da domani scriveranno una bella ordinanza per obbligare il Don a risistemare il tutto come si confà.

La notizia, evidentemente, creerà qualche distirbo intestinale a più di una persona, ancor più da quando, tira una nuova aria tra la Diocesi e il Municipio, come testimonia l’ultima lettera del sindaco Libero Ciuffreda a questo giornale in difesa di una manifestazione “La passione di Cristo”, indifendibile sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla spesa, la bellezza di 7.500 euro, scuciti dall’Amministrazione comunale senza alcune valutazione a posteriori. Sarà per questo che il Vescovo, sua Eccellenza Monsignor Edoardo Cerrato non ha ancora proferito parola?

Non si sa…

Incredibile ma vero, tutto era cominciato sotto ben altri auspici. Da un parte Don Piero che si chiedeva che cosa gli avesse mai fatto al sindaco, dall’altra il sindaco pronto a giustificare le sue assenze e le sue prese di distanza rivendicando l’appartenenza ad un altro “Ordine confessionale”, la Tavola dei Valdesi.

Le giustificazioni ci stavano tutte e le assenze alle processioni religiosi pure. Morto Don Piero di parroco se n’è fatto un altro e la musica è subito cambiata.

Ad inaugurare il nuovo corso la riapertura dell’oratorio che Don Piero aveva chiuso, quasi svenendo di fronte al preventivo di non si sa bene quante decine di migliaia di euro (c’è chi dice 150 mila) firmato dall’Ing Camillo Vaj per renderlo sicuro e in linea con tutte le norme in materia di sicurezza.  Estintori, impianti elettrici, intonaci: sarebbe stato tutto da rifare. Un’impresa talmente impossibie, un conto così sproporzionato che da lì in avanti praticamente non se n’era più parlato, almeno fino a quando non è arrivato “Super” Don Davide.

Tutto bene. Tanto di cappello.  Forse l’ingegner Vaj aveva esagerato? Tant’è. I conti non tornano ma davvero non vogliam pensare che si sia deciso di evitare un controllo o di tenere gli occhi chiusi pure qui… Insomma pazienza… Chissenefrega…. Al massimo qualcuno dirà un’Ave Maria e un Padre Nostro e non se ne possa parlare più…

Perchè è giusto premiare l’impegno e su “Super” Don Davide, tutto si può dire salvo che non sia uno che ci tiene o che non abbia tanta voglia di fare. Poi è vero che non ha neanche capito un pesce d’aprile, ma son quisquiglie.

Con lui sono infatti partiti i lavori al Duomo e alla chiesa di San Giovanni Battista. Lui di qua e l’amministrazione di là. Il vescovo vuole una bella “Passione di Cristo” come quella di Ivrea dell’anno prima?

Perfetto. Voilà 7.500 euro.

Don Davide risistema il tetto con le tegole al posto dei coppi. Tutto a posto, ci mancherebbe ancora, e come “cadeau” anche una bella panchina intelligente proprio all’ingresso…

Insomma tutto come con Peppone e Don Camillo nella celebre serie televisiva ambientata nel Brescello. Alla fine i due si volevano un mondo di bene. Al diavolo il regolamento e l’abuso edilizio?

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