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CHIVASSO. Sono le donne l’ossessione del Pd

gianna pentenero
gianna pentenero

Il problema dei problemi un po’ per tutti i candidati a sindaco alle elezioni dell’11 giugno? Qual è ve lo diciamo noi: mancano le donne.

Secondo la nuova normativa, infatti, nelle liste dei candidati alle comunali nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura superiore a due terzi. In altre parole vuol, dire che dovrà esserci almeno un terzo di candidature femminili. Come deterrente anti-furbi, la legge prevede una tagliola: se la commissione elettorale verifica che il principio delle quote rosa non è stato rispettato, procede d’ufficio a cancellare dalla lista i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato (gli uomini, si presume). E se la lista, alla fine dello “sbianchettamento”, contiene ancora meno donne di quanto dovrebbe, la lista viene totalmente invalidata. Altro strumento per accrescere il numero delle donne nella politica locale, è la  possibilità di esprimere due preferenze (anzichè una, secondo la normativa vigente) per i candidati a consigliere comunale: una preferenza per un uomo, una per una donna.  Se l’elettore sceglie due candidati dello stesso sesso,la seconda preferenza viene annullata.

Detto tutto questo, il problema un po’ per tutti i candidati è dove andarle a trovare tutte ste donne che occorrono. Un’impresa quasi impossibile. Lo è anche per il Pd e infatti anche di questo si è discusso nei giorni scorsi nella solita sede di piazza della Repubblica (citofonare Gianna Pentenero).

Nei giorni successivi è scattata la caccia a suon di sms. Alcuni esponenti del Pd, a cominciare dal sindaco, ne hanno inviati talmente tanti da essersi resi sufficientemente imbarazzanti agli occhi di chi se lo è visto arrivare sul telefonino.

Perchè è evidente che non è così che si va alla ricerca dei candidati alla carica di consigliere comunale pur nelle evidenti difficoltà.

Detto questo, ancora ad oggi, la coalizione che candida a sindaco Claudio Castello, non sa bene quante liste farà.

Di sicuro ci sarà la “Sinistra” e se ne stanno occupando Giovanni Mastroleo e l’assessore uscente Annalisa De Col. Poi la lista del Pd, il cui fardello se lo sono preso tutto sulla schiena il vicesindaco Massimo Corcione e il dimissionario segretario Gianni Pipino. Resta a mezz’aria “Liberamente” rimasta orfana del suo “inventore”, “ispiratore” e soprattutto “finanziatore”, il principe del Boschetto Renato Cambursano. Per la ricostruzione si sono messi pancia a terra a lavorare il consigliere Domenico Barengo, l’assessore Claudia Buo e lo stesso sindaco Libero Ciuffreda. Entro la fine del mese si vedrà e si capirà come è andata la pesca. E non è finita qui. Quello che ancora non si sa è che cosa vuol fare l’assessore regionale Gianna Pentenero. Aveva promesso di candidarsi capolista con il Pd ma – dicono i meglio informati – non ha ancora sciolto le riserve. Qualcuno ci spieghi che cosa significa… Era o non era una promessa pronunciata davanti ai massimi vertici del partito durante i tristi giorni della candidatura di Roberto Zollo?

Insomma, l’ossessesione del Pd in questi giorni pare siano le donne… Farà ridere, o anche piangere, ma tant’è…

 

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