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CIRIÈ. Devietti a Roma per… il partito di Casini!

Devietti Centristi per l'Europa

Non fai in tempo a dirti “civico” che ti ritrovi in un partito…

Sabato mattina una certa Loredana Devietti s’aggirava per le strade di Roma Capitale con fare guardingo.

Nessun caso di omonimia, si trattava del nostro amato sindaco.

Scansava i paparazzi, entrava nel Teatro Quirino e stringeva le mani sorridente ad amici di vecchia data.

C’erano Pier Ferdinando Casini, che sta nei partiti da quando è in fasce, Gian Luca Galletti, che nei partiti ci sguazza pure lui da almeno una decina d’anni e Mauro Libè, marito della Devietti, ex senatore e deputato, già consigliere politico di Casini, tra i collaboratori più stretti di Galletti.

Tutti uomini di partito che con la Devietti, civica all’ennesima potenza, politicamente c’azzeccano ormai poco o nulla! Già, perché se è diventata sindaco è anche grazie ad una campagna elettorale passata a dire che le liste civiche sono l’unica cura ai mali della politica e che con le bandiere dei partiti non si va da nessuna parte!

Fin da subito ho parlato di aggregazione civica della coalizione – diceva prima delle elezioni -. Ritengo che in questo momento la cosa importante, più che gli steccati politici, siano le persone, il loro impegno, le loro capacità, la loro voglia di fare, la loro voglia di mettersi a disposizione. Io ho proposto fin da subito un progetto di questo genere e l’ho portato avanti con coerenza fino ad oggi”.

Applauso, standing ovation e finanche cori da stadio, tante belle parole e un’arte oratoria degna del miglior Cicerone! Epperò c’è qualcosa che non torna…

Che ci faceva la civica che più civica non si può Loredana Devietti a Roma insieme a uomini di partito come Casini, Galletti e Libè?

Ha accompagnato il marito? S’è presa una vacanza dai gravosi impegni da sindaco di Ciriè? Ha visitato il Colosseo?

Macché, ha preso parte al lancio in pompa magna del nuovo movimento politico che nasce dalle ceneri della defunta Udc.

Fino all’altro ieri si chiamava “Centristi per l’Italia”, poi folgorati sulla via di Damasco hanno deciso all’ultimo secondo di virare su “Centristi per l’Europa”, che fa più effetto.

Lo chiamano “movimento” perché fa brutto dire “partito”, ma di certo di un partito si tratta, se stiamo a guardare chi l’ha fondato e chi ci sta dentro.

Va beh, era interessata a capire che fine han fatto i suoi ex compagni, direte voi. Un sindaco civico se lo può anche permettere. In fondo nell’UdC c’è stata per anni, ha ricoperto pure la carica di segretaria provinciale…

E invece no, perché la Devietti è pure salita sul palco insieme a pochi altri ad arringare la platea.

La politica non è una brutta parola, non è una parolaccia – ha detto al Quirino -. La demagogia e l’antipolitica non risolvono i problemi, da questo momento noi vogliamo dare risposte serie. Dobbiamo partire dalla risoluzione dei problemi per costruire un futuro diverso”.

Parole da vera dirigente di partito, un po’ scopiazzate dal “partire dall’ordinario per giungere allo straordinario” usato come slogan a Ciriè, ma qui nessuno si scandalizza. Anche perché in pochi, a Ciriè, sanno di questa esperienza romana del sindaco.

Sui social, sui profili della Devietti, stranamente non se ne legge nulla, quasi che il primo cittadino non voglia far sapere nulla a nessuno.

Eppure tornano a mente le esternazioni polemiche di Brizio in campagna elettorale: “Devietti vuole creare visibilità politica intorno a sé per arrivare ad un ruolo sovracomunale”.

Beh, non c’è che dire, lo spazio se lo sta creando…

Chapeau!

manuel.giacometto@gmail.com

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