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CIRIÈ. Dove vanno in vacanza i ciriacesi?

aeroporto di caselle
aeroporto di caselle

La Spagna e la Grecia in primis, ma perché no anche l’Italia. E chi riesce, se la disponibilità economica glielo permette, va più distante, fino in Canada piuttosto che negli Stati Uniti. Sono le mete più gettonate per i cittadini di Ciriè, stando ai dati raccolti da Enrico Zaffiri dell’agenzia di viaggi “La Lanterna di Gaia” di via Vittorio Emanuele II. La tradizione delle vacanze nel tempo non ha vissuto grandi cambiamenti. “Le mete sono più o meno sempre le stesse, nel periodo estivo – spiega -. Fuori stagione, invece, la gente chiede destinazioni un po’ diverse, ma cambia poco”. Sicuramente c’è un ritorno del classico viaggio prenotato in agenzia. “Con il boom di internet avevamo perso molti clienti – prosegue -. Ma negli anni la gente è tornata in agenzia, ci si fida maggiormente, le persone sono stufe di essere fregata sul web”. L’80% dei ciriacesi, ma vale lo stesso più in generale, organizza le ferie per una settimana. Il 15% ne fa due, il 5% anche 3. “La prima scelta – sottolinea Zaffiriè sempre il classico pacchetto settimanale per le famiglie con volo e albergo”. L’unica differenza rispetto agli anni passati è che alcune mete, ormai, sono nella “lista nera” per i viaggiatori. Zone d’instabilità che non garantirebbero la giusta sicurezza per i turisti, vista la situazione mondiale, come Egitto e Tunisia, ma anche Turchia. “Una volta erano tra le mete più gettonate – spiega -. Ora ovviamente nessuno ha più voglia di andarci”.

Tra i luoghi che stanno prendendo pian piano piede c’è il Portogallo. E in Italia? Il mare, come sempre, la fa da padrona. “Si va con la famiglia – rimarca Zaffiriin Puglia, Calabria e Sicilia. Qualcuno va anche in Sardegna ma i numeri sono minori, perché i costi sono abbastanza alti”.  E i giovani? Anche loro seguono il trend generale, in particolar modo quest’anno stando alle parole del titolare dell’agenzia di viaggi. Si va a Rodi, a Creta, alle isole Baleari, a Ibiza. Mete studiate appositamente per il turismo giovanile, con discoteche, locali e strutture ricettive ad hoc. Meno gente invece va a Lloret de Mar, così come a Rimini e Riccione. “Hanno perso l’appeal di una volta – conclude -. Ci si va ormai solo un po’ per tradizione. Diciamo che se il papà è andato da giovane, allora magari anche il figlio fa la stessa esperienza, se no è difficile”.

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