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IVREA. Tumore da cellulare: Inail, “orientamento scienza non unanime”

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“Inail non ha nessun interesse a discostarsi dagli orientamenti scientifici, che in questo caso non sono unanimi, però a tutela dei 700 mila titolari di rendita deve assicurare la massima omogeneità e la massima univocità di orientamenti. Vedremo le carte, vedremo il da farsi, ma non c’è nessun interesse a negare la realtà quando questa viene consolidata”. Il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, commenta così la sentenza del tribunale di Ivrea che ha condannato l’ente al pagamento di una rendita vitalizia nei confronti del dipendente di una grande azienda a cui è stato diagnosticato un tumore per l’uso eccessivo del telefono cellulare.

“Abbiamo addirittura triplicato gli stanziamenti in materia di salute e sicurezza, che abbiamo incorporato nel 2010 – ricorda Lucibello a margine dell’inaugurazione della nuova sede Inail nel centro di Torino -. Ci vuole un consolidamento scientifico degli orientamenti che ci consenta di andare oltre il caso e di riconoscere fattispecie oggettivamente a rischio”.

Restano dubbi, comunque, sulla validità scientifica che ha portato alla sentenza del tribunale di Ivrea. “Si tratta di evidenze scientifiche non ancora consolidate e di opinioni mediche che vanno ancora indagate – osserva Lucibello -.

Indubbiamente l’uso di ogni dispositivo tecnologico necessita di accorgimenti, accortezze, in quanto il fatto che si tratti comunque di elementi che possono causare rischi non è in dubbio.

Quindi sul nesso tra l’episodio tumorale e una eccessiva esposizione la comunità scientifica non è unanime”.

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