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LAURIANO. Sindaco a processo. Ma ci pensa la Casta…

Matilde Casa, sindaco di Lauriano
Matilde Casa, sindaco di Lauriano

Un passaggio di una decina di minuti su Radio Radicale. Un servizio al Tg della domenica sera di Raiuno ed un altro al Tg di Raitre Piemonte. Un articolo su Repubblica ed uno sul Corriere della Sera. Quindi, la presa di posizione pubblica e condivisa via facebook e twitter all’Italia intera da parte dell’associazione Adelaide Aglietta di Milano. I processi si faranno anche nelle aule del tribunale, ma il sindaco di Lauriano Matilde Casa (Pd) ha capito benissimo come si fa a farsi “assolvere” prima della sentenza dall’opinione pubblica.

Come? Semplicemente, smobilitando la Casta, quella con la “C” maiuscola. Quella dei giornalisti e dei politici. Quella che Sergio Rizzo denunciava qualche anno fa.

E sì, cari noi e cari voi.

Mentre nel Palazzo di Giustizia di Torino si celebra un processo per abuso d’ufficio in concorso nei confronti del sindaco di Lauriano, del segretario Carlo Consolandi e del tecnico comunale Roberto Casorzo, sui giornali, in tv, in radio e in rete sembra che la magistratura torinese stia commettendo un atto di lesa maestà.

Parliamo, evidentemente, della vicenda che, almeno da queste parti, si conosce da anni ormai: la denuncia presentata dal laurianese Pietro Lapenna e dall’ex moglie Clorinda Bergamo. Due cittadini come tanti, come tutti, che hanno scelto la via giudiziaria per difendere un loro diritto: quello alla proprietà privata. E quello di farne ciò che credono, nel rispetto delle norme in materia e delle leggi vigenti.

I fatti sono relativi all’approvazione della variante generale numero 8 al Piano Regolatore, approvata con una delibera del Consiglio comunale del 6 aprile 2013.

La contestazione riguarda la scelta dell’amministrazione laurianese di non dar seguito al Pec 2 approvato nel 2002, quando il Comune era retto dall’allora commissario prefettizio Giovanna Vilasi: il Pec 2 prevedeva un insediamento residenziale a Lauriano, posto tra il Castello degli ex Conti Morra e l’ex Tribunale medievale chiamato “La Giustizia”, dietro le nuove scuole elementari, in un terreno di circa 24 mila metri quadrati di proprietà di Clorinda Bergamo.  Su 17 mila di quei 24 mila metri quadrati sarebbe dovuto sorgere un complesso residenziale con quaranta unità abitative.

Da lì in poi non se ne è fatto più nulla, fino alla primavera 2013.

Il motivo? La mancata definizione di una convenzione tra la proprietà del terreno e il Comune laurianese. Secondo il denunciante, non si sarebbe mai arrivati alla stipula della convenzione per mero “ostruzionismo” da parte dell’amministrazione, culminato con la variante al Piano regolatore numero 8 che trasforma da edificabile ad agricolo il terreno oggetto del Pec 2. Quindi, di fatto, accantona definitivamente il progetto. Da lì la denuncia alla Procura della Repubblica, per cui il pm Enrica Gabetta ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre amministratori e per cui, il 17 maggio prossimo, il primo cittadino sarà chiamato a fornire la sua versione dei fatti in aula.

Ma siccome l’Italia, oltre ad essere un Paese garantista, in certe occasioni si riscopre anche “innocentista”, in questi giorni il sindaco di Lauriano è su tutti i media nazionali, assurto a “vittima” del sistema giudiziario e del peggior complottismo all’italiana.

“Io mi sono ritrovata l’estate scorsa in una situazione parodossale – ha detto a Radio Radicale Matilde Casa -: in un Paese in cui si sta discutendo a vari livelli della legge nazionale sul consumo del suolo, io mi ritrovo imputata per aver fatto semplicemente quello che il Governo vorrebbe far diventare legge. Sono stata punita per questo”.

“Per fortuna la vicinanza dei cittadini, della Città Metropolitana, della Regione Piemonte e del Pd mi stanno rincuorando – ha ammesso, candidamente -. E’ proprio grazie alla mia partecipazione in un forum del Pd sul consumo del suolo che la mia storia è diventata un emblema per l’Italia intera: è da quell’occasione che il quotidiano Repubblica ha iniziato a scrivere di quello che sto vivendo…”.

Capolavoro dei capolavori, sentite  un po’ qua, in favore del sindaco s’è speso anche il Corriere della Sera, che ha pubblicato un editoriale dal titolo: “Il processo assurdo alla sindaca che ha tutelato il paesaggio”. La firma è quella di Sergio Rizzo.

Quel Sergio Rizzo diventato famoso per il libro-denuncia “La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili…”.

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