12alle12

di: 12alle12

Home / In provincia di Torino / LEINI. Acido in cisterna: è morto Riccardo Pergola

LEINI. Acido in cisterna: è morto Riccardo Pergola

leini-morte-riccardo-pergola

Riccardo Pergola ha perso la propria battaglia per la vita. L’operaio rimasto soffocato dai fumi dell’acido in una cisterna in fabbrica lo scorso 10 aprile, è morto domenica sera. Si è arreso al Cto, dopo 6 giorni di agonia, senza aver mai ripreso conoscenza da quel maledetto lunedì mattina.

L’incidente costato la vita a Pergola, 54 anni di Leinì, è avvenuto alla Zincoplating di Moncalieri, azienda in cui l’uomo lavorava da tempo. Secondo quanto ricostruito nei giorni successivi da Spresal dell’Asl To5 e carabinieri della compagnia di Moncalieri, erano circa le 9.30 quando Pergola è entrato nella cisterna per terminarne le operazioni di pulitura. L’operaio molto probabilmente era convinto che i pochi centimetri di liquido sul fondo della cisterna fossero acqua. Invece era un residuo di acido cloridrico, dal quale si sono sollevati dei vapori dagli effetti devastanti. Pergola, che era privo della maschera di protezione, ha respirato quei fumi ed è svenuto, cadendo sul fondo della cisterna. Il primo ad accorgersi di quanto stava avvenendo, grazie alle telecamere di sorveglianza, è stato Fabrizio Dicosta, 45 anni di Nichelino, uno dei titolari dell’azienda, che non ha esitato un attimo e si è lanciato all’interno della vasca per cercare di trarre in salvo l’operaio. Purtroppo però, nella fretta di prestare soccorso a Pergola, neanche lui ha indossato la maschera, finendo così per restare intossicato proprio come il 54enne. A quel punto, mentre sul posto accorrevano vigili del fuoco e ambulanze del 118, a estrarre i due uomini dalla cisterna sono stati gli altri operai presenti in quel momento in fabbrica, tra cui proprio il figlio di Pergola: uno di loro, dall’esterno, è riuscito ad aprire una breccia su una parete laterale della cisterna e da lì sono stati estratti i due uomini, entrambi privi di sensi.

Il più grave è apparso fin da subito Pergola, che più a lungo ha respirato quei fumi. Arrivato al Cto in arresto cardiaco, è stato rianimato dai medici ma purtroppo la scorsa notte il suo cuore ha cessato di battere, questa volta definitivamente. Dicosta invece da quel giorno è ricoverato al Santa Croce di Moncalieri, in coma farmacologico. Le sue condizioni però stanno lentamente migliorando e oggi i medici faranno una ulteriore valutazione per capire se si potranno iniziare le procedure per risvegliarlo.

Nel frattempo, proseguono le indagini coordinate dalla Procura. Con la morte di Pergola, inevitabilmente il reato ipotizzato nel fascicolo diventerà omicidio colposo. Lo Spresal già nei giorni scorsi ha inviato il proprio rapporto, nel quale si evidenzia soprattutto il fatto che in fabbrica erano regolarmente presenti le maschere, perfettamente funzionanti ma che non sono state utilizzate. Carmela Figliuzzi, moglie di Pergola, nei giorni scorsi aveva spiegato che «mio marito fa questo lavoro da 15 anni e prima della Zincoplating lo aveva già fatto in altre aziende. È una persona molto prudente, sa quello che fa. Il suo lavoro lo sa fare, sono sicura che non ha commesso alcuna imprudenza». Presto potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati i primi nomi.

Commenti

Leggi anche

Gabriele Defilippi arrestato per l'omicidio di Gloria Rosboch,

CASTELLAMONTE. Caso Rosboch: 30 anni all’ex allievo Defilippi e 19 a Obert

Lo spettro del carcere a vita su Gabriele Defilippi si dissolve poco dopo le 13, …

img_0599

CUORGNE’. Operai si sentono male alla Federal Mogul, evacuati gli operai

Allarme intossicazione nello stabilimento Federal Mogul di via Piave 8. Cinque o sei operai hanno …