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OZEGNA. Bufera intorno al piano dei rifiuti. Protesta Bartoli

Il sindaco Sergio Bartoli
Il sindaco Sergio Bartoli

E ’ bufera intorno al nuovo piano finanziario dei rifiuti. Nell’assemblea del CCA (il Consorzio Canavesano Ambiente), undici sindaci hanno votato contro, per protestare contro il rincaro dei costi che si riscontreranno nei loro comuni, a tutto danno dei cittadini.

Borgiallo, Chiesanuova, Cintano, Castelnuovo Nigra, San Ponso, Pertusio, Busano, Lusigliè, Trausella, Meugliano ed Ozegna hanno presentato una mozione con cui chiedevano il rinvio al punto all’ordine del giorno, nella seduta del 27 marzo scorso, quasi fuori tempo massimo (l’abitudine è ormai quella di ricevere i piani finanziari quando tutti gli enti sono ormai agli sgoccioli nella presentazione dei loro bilanci di previsione).

“Siamo di fronte al solito riparto della disuguaglianza: un metodo sistematico che si protrae da tempo” tuonano i sindaci.

E’ arrabbiatissimo, soprattutto, Sergio Bartoli di Ozegna. Mercoledì sera, in consiglio comunale, ha dovuto votare a denti stretti il documento presentato dall’azienda dei rifiuti che ha sostituito Asa e passato a larga maggioranza del Consorzio Canavesano Ambiente.

Avrebbe voluto stracciarlo, rispedirlo al mittente ma non ha potuto far altro che alzare la mano controvoglia, e insieme a lui tutti i colleghi, perché lo impone la legge.

E i numeri sono sconsolanti. Anche perché il servizio, a detta degli abitanti, non è dei migliori. I in certi casi i passaggi dei mezzi non vengono effettuati con la frequenza garantita.

Oltretutto, andando addentro, i sindaci dei piccoli comuni si sono accorti di un evidente e grave squilibrio: penalizzati loro ma favoriti i comuni grandi i cui voti, per il criterio del numero di abitanti, vale di più.

Per entrare nel dettaglio, per Ozegna, il costo della raccolta e trasporto dei rifiuti lievita dell’85 per cento! Passa dai circa 12mila euro del 2016 ad oltre 22mila euro per il 2017. Il costo della raccolta differenziata? Passa da 3mila a 22mila euro.

“Dovremo affrontare un aumento del 15 per cento dei costi per cui dovremo rimodulare le tariffe quindi con un aggravio a carico di cittadini. Queste anomalie, considerato che le utenze del comune sono pressoché invariate, ci inducono a richiedere un approndimento delle metologie applicate per la definizione del piano” commenta Bartoli che ha già scritto al presidente del CCA, Maurizio Perinetti di Ivrea, dal quale non ha ancora ricevuto risposta.

Il primo cittadino ozegnese vuole chiarimenti, che siano forniti dati e analisi in modo tale da capire perché si sia arrivati ad una situazione del genere, discriminante per alcuni, mentre altri beneficeranno addirittura di sconti.

“La definizione della tariffa  sottolinea Bartolinon è basata su un metodo oggettivo e controllabile”.

E’ solo l’inizio di una dura protesta che Bartoli ha intenzione di portare avanti all’interno del CCA.

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