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RIVAROLO. Migranti: i suggerimenti del Prefetto

Profughi volontari all'opera
Profughi volontari all'opera

Renato Saccone, prefetto di Torino, ha incontrato giovedì scorso a Rivarolo i sindaci dell’alto Canavese.

E’ stata l’occasione, insieme al comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Emanuele De Santis, per fare il punto della situazione sulla questione profughi, dopo la levata di scudi dei sindaci della zona, un mese fa, contro i possibili nuovi arrivi in Canavese.

“Esiste l’obbligo giuridico di fornire loro assistenza – ha detto il prefetto – questo è un problema di tutti che dobbiamo affrontare insieme”.

Saccone, prendendo spunto dagli accordi siglati in altre zone del torinese, ha proposto ai sindaci di consorziarsi per gestire direttamente la partita dell’accoglienza.

“C’è margine per un protocollo d’intesa che parta da un numero di migranti da accogliere ben preciso. Persone che andranno diffuse su tutto il territorio e non solo in alcuni Comuni”.

L’incontro di giovedì scorso era stato esplicitamente richiesto da Alberto Rostagno, sindaco della città e portavoce della zona altocanavesana dopo le proteste che lo avevano visto parlare anche in tv, insieme ai colleghi di Favria e Busano, per contestare l’ “ammassamento” di un numero notevole di profughi nel proprio territorio, con tutti i disagi che ne conseguono.

Ai sindaci non resterebbe che appellarsi al Ciss 38, il consorzio dei servizi socio-assistenziali con sede a Cuorgnè, diretto da Carla Boggio, affinché si apra un tavolo per programmare e gestire in maniera diretta l’accoglienza.

In.rete nell’eporediese e il Ciss-ac nel calusiese lo hanno già fatto: con la scadenza dei contratti che erano stati stipulati tra la Prefettura e le cooperativa (terminavano a fine 2016 ma sono stati prorogati per consentire loro di definire un piano), hanno determinato un tetto massimo di migranti che le loro zone sono disponibili ad accogliere, definendo un tetto per ciascun comune, in rapporto al numero di abitanti.

Hanno quindi predisposto un bando che prevede, a partire dal giugno prossimo, l’affidamento ad un’unica cooperativa che dovrò attenersi alle linee guida: rispettare le proporzioni e attivare progetti di accoglienza e di integrare. La base d’asta economica è in entrambi i casi di 34,20 euro al giorno a persona. Il consorzio tratterrà, su questa quota, 80 centesimi, per sopperire al personale che si occuperà appositamente di questo “settore”.

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