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TORINO. Madre evasa: rabbia dei parenti della vittima, “la prendiamo noi stanotte”

Suicidio in carcere
Carcere

“Se non la trovano prima, andiamo a prenderla noi stanotte”: è stata questa la reazione dei parenti di Oreste Giagnotto alla notizia dell’evasione dal carcere di Laura Sulejmanovic, la 22enne in carcere con l’accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso per aver causato l’incidente in cui è morto il loro caro.
I figli della vittima, nei giorni scorsi protagonisti di diverse proteste contro il campo nomadi in cui la giovane viveva, hanno appreso la notizia dell’evasione mentre partecipavano nel centro di Torino ad una manifestazione di Casapound e Forza Nuova proprio contro i campi nomadi.
“E’ uno schifo, una vergogna”, le urla dei manifestanti. Il loro corteo, partito da piazza Palazzo di Città, di fronte al Comune, ha raggiunto la prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dal prefetto, Renato Saccone. Lungo il tragitto si sono registrati momenti di tensione quando i manifestanti hanno incrociato un gruppo di persone con lo striscione “I rom torinesi come noi!”. Un gruppo di giovani, affacciati a un balcone, ha iniziato a gridare contro la gente in strada e gli ha gettato addosso dell’acqua. Sul posto è presente la polizia. “Quella che ha ammazzato mio marito è evasa. Com’è possibile? Dopo che ha ucciso una persona l’hanno messa in hotel. Altro che in prigione. E la colpa di chi è? Dello Stato”. Si sfoga così Graziella Giagnotto, in lacrime davanti alla prefettura di Torino, dove ha appreso dell’evasione di Laura Sulejmanovic, la giovane nomade accusata di avere provocato l’incidente in cui un mese fa è morto il marito Oreste.
La donna ha partecipato ad una manifestazione contro i campi nomadi, con i figli Gemma e Antonio, addosso una t-shirt con la foto del marito e la scritta ‘Non lasceremo che ti dimentichino’. “Se prendono me senza patente mi rovinano, a lei invece l’hanno lasciata scappare – ha sostenuto la donna, sotto choc -. Noi non siamo razzisti: sono io che ho visto mio marito quel giorno sulla strada. E non me lo dimenticherò mai…”.

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