Due donne straniere sono nel mirino della Finanza di Cuneo per non aver pagato le tasse sul reddito accumulato dalla loro attività di prostituzione. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, infatti, la prostituzione, autonoma e abituale, equivale a qualsiasi altra attività economica e “costituisce una prestazione di servizi retribuita”. I proventi, dunque, sono considerati “reddito”. Le due interessate sono state convocate dalla Finanza, al termine delle verifiche fiscali, e invitate a rendere conto della provenienza delle somme di denaro a loro imputabili.
L’insieme degli elementi raccolti ha permesso di imputare le somme, 200mila euro, all’attività di prostituzione. Gli accertamenti sull’ultimo quadriennio hanno tenuto conto del tenore di vita, delle disponibilità bancarie e postali. Entrambe hanno recentemente acquistato anche alcuni immobili.

15 gen 2015

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